L'Italia è sempre più plurale. Secondo l'Istat, al 1° gennaio 2026 vivevano nel paese circa 5 milioni e 560 mila cittadini stranieri, il 9,4% della popolazione. Nel 2024, su 173.272 matrimoni celebrati, 29.309 avevano almeno uno sposo straniero (il 16,9%), e 21.002 univano un coniuge italiano e uno straniero. A questi numeri si aggiungono le tante persone con cittadinanza italiana cresciute tra due culture.
L'antropologo statunitense Edward T. Hall ha proposto una distinzione molto utile: ci sono culture «a basso contesto», in cui il messaggio sta soprattutto nelle parole, e culture «ad alto contesto», in cui conta molto anche quello che resta implicito, il tono, la situazione, la relazione. È una scala, non una casella, ma aiuta a capire perché due persone possano uscire dallo stesso appuntamento con impressioni opposte.
